Achille e Pier Giacomo Castiglioni (1918-1922 , 1913-1968) – 1a parte

I fratelli Castiglioni rappresentano il Design Italiano.

Il loro apporto al Design Contemporaneo è fondamentale, il loro metodo progettuale applicato agli allestimenti interni, all’architettura e all’arredo ha prodotto opere ancora oggi ammirabili per eleganza formale e perfezione esecutiva, per invenzione e incisività.

Un approccio al design che Achille ha continuato anche dopo la morte del fratello fino ai primi anni del XXI secolo. La curiosità, la continua ricerca e la capacità di dialogare con l’utilizzatore dell’oggetto da progettare sono le caratteristiche fondamentali che Achille Castiglioni riconosce ad un buon designer.

Il loro metodo si basa principalmente sui due concetti di ridisegno e ready made.

La sedia Lierna (1960), prodotta da Cassina e successivamente da Gavinaderiva dalla riflessione sulla sedia tradizionale. Così viene descritta da i progettisti “..E’ una sedia appositamente pensata come sedile da accostare al tavolo da pranzo. E’ risultata pertanto con lo schienale piuttosto alto che fa scudo alle spalle del commensale, stretto per facilitare i movimenti di chi serve il pranzo e che ben si addice alla posizione composta delle persone sedute. La sedia è stata studiata da noi per i Cassina, e ci siamo orientati su una sedia leggera con incastri a sezioni ridotte all’essenziale …” 

 

 

 

 

 

Per Bernini i fratelli Castiglioni reinterpretano la sedia pieghevole Thonet degli anni ’30 non più in produzione.

Al fine di irrobustirla e renderla adatta alle esigenze della committenza (fu presentata in occasione dell’allestimento della Casa Abitata a Firenze, 1965) le modifiche riguardarono le dimensioni (schi

enale leggermente più alto) e le finiture (schienale e seduta in compensato rivestite di feltro).

Ora prodotta da BBB emmebonacina in varie finiture tra cui la versione in policarbonato trasparente.

 

 

 

 

Due progetti che fanno del ready made, dell’astrazione dal proprio contesto di un oggetto per donargli un nuovo modo d’uso, un nuovo significato, il loro concetto progettuale.

Mezzadro (prod. Zanotta, 1970 e prototipo del 1957) , la seduta in metallo verniciato prelevata da un trattore, fissato tramite un galletto da bicicletta alla balestra rovesciata in acciaio cromato, una traversa di legno a memoria di un giogo tiene il tutto in equilbrio.

Fruttiera Scolatoio (prod. Alessi, 1995) “Nata dalla combinazione di oggetti d’uso quotidiano diversi, un piatto d’appoggio rotondo, un fusto da impugnare e un catino – tutti in alluminio colorato a forno con resine epossidiche, grigio e antracite – formano la grande coppa in cui alloggia un cestello in rete d’acciaio, munito di due manici, consente di lavare la frutta sotto l’acqua corrente, per poi riporla nella coppa e servirla direttamente a tavola. La distanza tra il cestello e il catino permette di mantenere freschi più a lungo soprattutto la frutta più delicata come fragole, ciliegie, uva ecc.” (dal sito achillecastiglioni.it)

 

(1 – continua)

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